Un diritto non è ciò che ti viene dato da qualcuno; è ciò che nessuno può toglierti. (Giudice Tom C. Clark)

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Nelle nostre scuole ancora troppe barriere architettoniche

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di Valentina Stella Il Meridione 15 settembre 2018

Sono oltre 250mila i bambini e ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento, che riguardano le capacità di leggere, scrivere e calcolare, per i quali è già suonata o suonerà a breve la campanella di inizio anno scolastico. I ragazzi disabili che torneranno a scuola negli istituti statali, secondo dati recenti del Miur, sono invece 245.723, rende noto l’Ansa. Un’attenzione specifica è importante e se da un lato, per i disturbi dell’apprendimento, viene lanciato un decalogo specifico per insegnanti e genitori, dall’altro, quello della disabilità, l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm) segnala criticità e problemi: assistenza carente e barriere architettoniche, specialmente nelle regioni del Sud. “Tra pochi giorni – denuncia la Uildm – gli alunni con disabilità si apprestano a tornare a scuola. Ad accoglierli 139.000 insegnanti per il sostegno a cui se ne sono aggiunti circa 13mila recentemente stabilizzati dal Governo. Secondo recenti dati Fish (Federazione italiana per il superamento handicap) mancano ancora all’appello circa 40mila posti di ruolo di docenti specializzati nel sostegno. Il rischio è che molti ragazzi si vedano cambiare insegnante nel corso dell’anno”. “Un tasto dolente – prosegue la Uildm – riguarda poi le ancora troppe barriere architettoniche. Secondo la Corte dei Conti, per l’anno scolastico 2017/2018 su un totale di 39.847 edifici, più di 10mila non risultano in regola con la normativa”. Prima delle barriere architettoniche purtroppo esistono le barriere culturali e il nostro Paese, le nostre amministrazioni non sono abbastanza pronte a confrontarsi con questo problema. I Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) sono previsti dal 1992: la maggior parte dei Comuni non si è adeguata alla normativa e risulta inaccessibile ai disabili, sia motori che sensoriali. Come spiega l’avvocato Alessandro Gerardi dell’Associazione Luca Coscioni, esperto della materia: “nonostante l’attuale normativa in materia di barriere architettoniche sia in vigore dal 1989, capita ancora troppo spesso di imbattersi in edifici, pubblici e privati, in cui persistono gravi impedimenti al comodo uso degli spazi. Accessi, ingressi, porte, pavimenti, servizi igienici, ascensori, altezze di vari elementi non fruibili per coloro i quali presentano un handicap motorio o fisico. Spesso si dimentica di considerare che esistono anche disabilità ‘temporanee’: una gamba o un braccio ingessato, una gravidanza”. Per i disturbi specifici dell’apprendimento, secondo il decalogo, lanciato dall’Istituto Serafico di Assisi, nel caso di uno studente con un disturbo della lettura, meglio evitare forzature, specialmente nel leggere ad alta voce. In caso di un disturbo di disortografia, un’alternativa è l’utilizzo del Pc che, col correttore ortografico, aiuta nella selezione delle singole parole. In caso di difficoltà nella memorizzazione di tabelline o formule, invece meglio evitare lo studio memonico. Per i compiti,un aiuto può arrivare da un dizionario informatico.

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