Un diritto non è ciò che ti viene dato da qualcuno; è ciò che nessuno può toglierti. (Giudice Tom C. Clark)

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Roma, metro e autobus “vietati” ai disabili: Atac nel mirino

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Lorenzo D’Albergo per Repubblica 9 febbraio 2020

Stazioni metro off limits per i disabili e bus e treni con le pedane fuori servizio. Linee in teoria praticabili anche per i passeggeri in carrozzina, ma in realtà coperte con vecchi mezzi non accessibili. Troppe volte il sogno di una capitale inclusiva si è spezzato a bordo del trasporto pubblico.

Così tante che adesso è la corte dei Conti a intervenire su Atac: la procura di viale Mazzini ha chiesto al Campidoglio di contattare la sua municipalizzata e di farsi consegnare tutti gli atti necessari a stilare un report dettagliato.

 Perché i disservizi collezionati negli ultimi anni hanno un costo preciso, quello delle condanne accumulate dall’azienda di via Prenestina per ” condotta discriminatoria ” nei confronti dei disabili. Una volta un risarcimento da 1.000 euro per il montascale rotto alla stazione Flaminio, un’altra 2.500 per quello della fermata Cinecittà.

E così via, fino a dover rinunciare a un discreto tesoretto. Somme che la controllata del Comune avrebbe potuto risparmiare investendo in manutenzione. Ora a quantificare quella cifra, un chiaro danno alle casse di Atac, sarà Pietro Paolo Mileti, segretario generale di palazzo Senatorio.

A lui il procuratore Massimiliano Minerva, lo stesso che segue i fascicoli sulla sede di CasaPound all’Esquilino e su Mafia Capitale, ha chiesto di mettere in fila tutti i casi in cui la municipalizzata ha dovuto chinare il capo, pagare e poi chiedere scusa. Come si legge nell’atto inviato dal pm contabile in Campidoglio, nel dossier andranno elencati tutti gli ” indennizzi versati a favore di soggetti disabili a causa del malfunzionamento di ascensori, montascale, carrelli elevatori e rampe mobili installate nelle stazioni della metropolitana di Roma”.

Non è finita qui: “Tra l’altro – continua il documento – si dovrà chiarire l’aspetto della mancata predisposizione di personale in grado di garantire il funzionamento di detti ausili “. Strumenti che continuano a fare cilecca: ieri, per esempio, erano fermi i montascale delle fermate Anagnina, Lucio Sestio, Giulio Agricola, Porta Furba, Colli Albani e Lepanto sulla metro A e quello della stazione Colosseo sulla linea B.

Tornando al lavoro richiesto dalla procura contabile, nella relazione in arrivo dal Comune troveranno sicuramente spazio le sentenze ottenute dall’associazione Luca Coscioni e dall’avvocato Alessandro Gerardi, legale specializzato nella lotta contro le barriere architettoniche e contro i disservizi ai danni dei disabili.

L’ultimo caso romano risale a due anni fa e racconta la storia di Dario Di Francesco, 24enne in sedia a rotelle rimasto prima prigioniero nella stazione Policlinico della linea B e la seconda lungo la tratta A, alla fermata di Furio Camillo. Il tribunale civile in quel caso non ha voluto sentir ragioni, specie quelle dei legali di Atac sul ” temporaneo malfunzionamento ” degli impianti.

Prima di assegnare al malcapitato protagonista dei disagi un risarcimento di 1.000 euro, il giudice ha chiarito i doveri della partecipata: ” L’azienda avrebbe dovuto garantire il funzionamento degli impianti. L’obbligo di garantire all’utenza più debole il diritto alla libera e sicura circolazione – diritto di rilevanza costituzionale – non può essere subordinato a condizioni logistiche, organizzative o di carenza di personale “.

Parole che presto risuoneranno anche dalle parti della procura contabile, dove adesso si attende solo di mettere nero su bianco la conta dei danni.

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